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Arriva Gnammo, the social eating network

- di Linda Dabbicco -

Caso unico in Italia, Gnammo, The Social Eating Network, è un marketplace che permette di organizzare eventi culinari di ogni tipo (pranzi, cene, brunch, spuntini…) in casa propria, invitando nuovi amici e ottenendo un piccolo guadagno.

Signori e signore, ladies and gentleman, Gnammo è servito!

Caso unico in Italia, Gnammo, The Social Eating Network, è un marketplace che permette di organizzare eventi culinari di ogni tipo (pranzi, cene, brunch, spuntini…) in casa propria, invitando nuovi amici e ottenendo un piccolo guadagno.

Intervista a Walter Dabbicco, Chief Marketing Officer (CMO) di Gnammo

Vi siete ispirati a qualche realtà esistente? Quale era lo stato dell’arte prima del nuovo social eating network?
Si tratta di un’dea completamente innovativa per il panorama nazionale, Gnammo (http://gnammo.com/) si propone di interpretare in maniera originale l’offerta già consolidata all’estero con i secret restaurants o underground restaurants, locali fuori dalle guide turistiche, celati dietro location le più diverse, come una lavanderia o il portone di una casa. Stanze e case sono state aperte al pubblico, a pagamento, per offrire un’esperienza non solo culinaria, che é già cult nelle maggiori capitali internazionali: si prenota come al ristorante, ma  usufruendo dell’atmosfera casalinga e di piatti ricercati.
In Italia, invece, si sta diffondendo la moda delle Cesarine: cuoche provette che aprono le porte della loro casa offrendo un menu casalingo, in un’atmosfera tipica.

Qual è la novità di Gnammo? Come funziona?
Il salto di qualità di Gnammo è quello di voler creare un social network e, quindi, profili diversi a seconda che si tratti di cuochi, “gnammer” o piatti/ tipologie di preparazioni, così da far incontrare offerta e domanda e, sinergicamente dar vita, di volta in volta, ad eventi sempre nuovi ed interessanti. La sfida è di organizzare in rete una cena/un pranzo da gustare nel reale. Il business model di Gnammo si basa su una fee che viene trattenuta per ogni coperto prenotato. Ad esempio, io che abito a Genova, leggo su Gnammo che uno “chef” organizza una cena per 10 coperti a casa sua a base di pesce al costo di 20 euro. Scelgo di partecipare all’evento e prenoto il mio posto inserendo i dati della mia carta di credito, la somma di denaro verrà congelata e la transazione si verificherà solo ad evento avvenuto, quando, chef e gnammer si scambieranno i rispettivi feedback relativi alla cena. Il 10% del costo dell’evento andrà  agli organizzatori di Gnammo mentre, la restante parte, allo chef. E’ inoltre previsto un sistema di gaming e premiazione a seconda delle recensioni che nel tempo chef e gnammers otterranno; ciò comporterà diversi vantaggi, oltre garantire totale chiarezza e sicurezza sui pagamenti, infatti, in futuro verrà stanziata una vera e propria assicurazione per garantire i diversi attori degli eventi.

Come è nato Gnammo?
Gnammo, The social eating network è la somma di due premiate start-up, rispettivamente, Cookous e Cook Hunter, che, in due parti diverse d’Italia (Bari e Torino), portavano avanti la stessa idea: unire al cibo la socialità condendola con un guadagno. Cookous è infatti il vincitore pugliese del percorso nazionale di Innovacion Lab, oltre che dello StartUp Nation Tour in Israele, della finale di StartCup Puglia. CooK Hunter, invece, fa parte dell’incubatore delle imprese internet based del Politecnico di Torino, Treatabit, e ha all’attivo diverse partnership con marchi come Eataly. Ed è così che due torinesi, un romano e un barese hanno deciso di unire le loro esperienze e conoscenze per dar vita ad una creatura più completa: Gnammo!

Perchè il nome Gnammo?
Eravamo alla ricerca di un termine smaccatamente italiano che potesse rimandare facilmente al Belpaese; abbiamo pertanto optato per il  suono onomatopeico gnam – espressione tipicamente italiana riferita all’azione del mangiare – che abbiamo poi declinato in questo modo. Abbiamo, inoltre, aggiunto “the” social eating network, affinchè potesse distinguersi dagli altri social network, essendo il primo che tratta materia culinaria! Inoltre se la tagline inglese è “Eat, socially!”, lo slogan che abbiamo scelto per la versione italiana e su cui si basa il sito web è: “C’è una faccia nuova a tavola”, che rimanda alle vignette che compaiono in homepage e che individuano i diversi attori di Gnammo: chef, “gnammer” e i piatti/le portate che simboleggiano l’evento.

Su che tipologie di piattaforme e social network opera?
Ad oggi è possibile seguire Gnammo su Facebook e Twitter e tramite il Blog diviso in tre categorie: Magazine, che raccoglie informazioni e curiosità degli utenti, News, contenente gli aggiornamenti sul funzionamento del social eating ed Eventi, dove confluiranno i reportage dei vari eventi e che, attualmente, è dedicato ai consigli per gli appassionati e non.

In che modo partirà? Ci sarà un “evento inaugurale”?
A cominciare da fine marzo/inizio aprile avranno luogo le prime cene di lancio a Milano e Torino, dove chef controllati e di fiducia saranno protagonisti degli eventi-lancio. Con il miglioramento delle temperature, seguiranno pranzi e cene nel centro e poi nel sud Italia, dove i creatori di Gnammo prevedono di arrivare verso maggio.

Immagino che partirete dall’Italia…ma il progetto ha ampio respiro?
Ebbene sì, contiamo di partire da qui, da un territorio che conosciamo per poi, una volta superata la prova Italia e consolidato il meccanismo Gnammo, proporci all’estero, iniziando con Francia e Spagna.

Bene, non resta che iniziare a profilarsi e prendere posto a tavola..gnammo gnammo!

http://www.tafter.it/2012/03/07/arriva-gnammo-the-social-eating-network/

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